Risvegli o dei femminismi in piazza

Sulla sinistra una bambina con il pugno alzato, dietro la scritta A woman's place is in the Revolution

Questi sono giorni di risvegli, anche se non è ancora primavera.
A novembre, con alcune altre compagne di Pasionaria, ho partecipato alla manifestazione #nonunadimeno a Roma, il 26 novembre 2016. Il percorso sta continuando, pur se caotico, pur con la caratteristica di tutti i movimenti di sinistra di spaccare il cappello in settordici prima di cominciare a discutere dei problemi all’ordine del giorno. Ma va bene così, finché le discussioni di procedura (uomini sì o uomini no? Documenti locali o documenti nazionali? etc) non bloccano il resto (e per ora non sembra stia succedendo).
Io sto seguendo il percorso locale con le bravissime compagne fiorentine (pur non potendo sempre partecipare come vorrei), contribuendo con quello che mi riesce fare meglio (parlare di educazione e in generale scrivere di teoria).
Così come mi sono emozionata quel 26 novembre, mi sono emozionata ieri per la Women’s March on Washington, la manifestazione che si è svolta nella capitale americana e in molte altre città degli Stati Uniti e è lo stesso argomento che ha usato il presidente statunitense.
Capisco ancora meno chi dice che sia sbagliato protestare contro Trump, perché è stato democraticamente eletto e dunque rappresenta la nazione. Ma una manifestazione democratica è un modo più che legittimo di protestare contro un certo tipo di politica, incarnata dal nuovo presidente americano. Non attacca un’istituzione in quanto tale, non si rifiuta lo strumento democratico, ma lo si usa per dire che un certo tipo di narrazione politica non ci rappresenta. E questo è un diritto inalienabile.
E pare che di persone che in tutto il mondo sono preoccupare dal proliferare di discorsi politici razzisti, xenofobi, sessisti e antidemocratici, basati sulla disuguaglianza sociale ed economica ce ne sia davvero tanta. E questo mi pare molto positivo.
Spero che da questi risvegli, da quelli che avverranno per lo sciopero internazionale dell’8 marzo, si riescano a concretizzare in un movimento di giustizia sociale che abbia il coraggio di affrontare anche le radici economiche della disuguaglianza.

#svegliatitalia, oggi tutti in piazza

Oggi si manifesta in tutta Italia per i diritti delle persone LGBTI. In particolare, mentre già si preannuncia che la discussione del DDL Cirinnà srà lenta e faticosa (sono stati presentati oltre 5000 emendamenti, ostruzionismo vero e proprio), è importante esserci.

Su Pasionaria.it abbiamo lanciato un manifesto, che spiega bene anche le mie posizioni. Potete condividerlo e firmarlo.

Vorrei aggiungere che non ci sono scuse. Se resterete a casa, se penserete “sono d’accordo, ma non mi riguarda”, sarà una mano data a quelli del Family Day (e lo scrivono su un palazzo pubblico come il Pirellone!), ai conservatori, ai catto-dem e a tutta quella gente che vuole che nel nostro paese ci siano cittadini di serie A e di serie B.

Vi aspetto a Firenze, Piazza della Repubblica, ore 15. O in qualsiasi altra piazza (sono ormai più di cento, il link non è aggiornato!) in Italia e in Europa.