[Recensione] Couthon le mal-aimé, Francis Pornon

Ho ripescato questo libro quasi introvabile tra gli ebook di Amazon e ne ho subito approfittato. Couthon non è uno dei personaggi più popolari nella ricezione artistico-letteraria della Rivoluzione Francese ed è di solito una figura di sfondo, che viene usata perché ben riconoscibile per via ella sedia a rotelle, quindi i pochi romanzi che lo hanno come protagonista mi interessano molto.

L’impianto è molto tradizionale: il romanzo segue la biografia del rivoluzionario dai primi anni nel Clemont-Ferrand fino al 9 termidoro. È comodamente strutturato in sezioni (quaderni) e capitoli in rigoroso ordine cronologico. Il meccanismo narrativo è quello di un prologo, fittizio, composto da una lettera datata al Germinale dell’anno IV, di Marie Brunel, vedova Couthon che consegna a un cittadino, il cui nome non è specificato, le proprie memorie. Anche Couthon, le mal-aimé, dunque, rientra nel filone delle finte memorie sulla Rivoluzione. La voce narrante, in prima persona, è quindi quella di Marie, la donna che accompagnerà Couthon dal 1786 fino alla morte. Marie p una giovane di umile condizione, poco istruita e ingenua che adolescente si innamora dell’avvocato molto più grande di lei. Couthon sta già costruendo la sua fama locale come difensore dei poveri e degli oppressi ed esercita su Marie un fascino erotico e intellettuale irresistibile. Sarà propria la ragazza a insistere, tra mille difficoltà, per sposare quello che senza dubbio per lei è l’uomo della vita. La Rivoluzione coinvolge e travolge l’esistenza dei due giovani sposi e Marie si trova catapultata in mezzo a eventi che non riesce a comprendere, ma che capisce essere importanti. Nel frattempo però il sempre più pressante impegno politico del marito, sposta il fragile equilibrio della coppia. Marie si sente un po’ trascurata almeno finché non arriva Hyppolite, il primo figlio, a ravvivare l’interesse del marito per lei. Ma ben presto il dovere incide profondamente sulla salute di Couthon, che comincia a soffrire di dolori lancinanti agli arti, che piano piano perdono la loro naturale mobilità (probabilmente per una forma acuta di artrite reumatoide). Proprio quando la carriera politica sembra ormai costellata di successi (Couthon viene eletto all’Assemblea Legislativa), la malattia inesorabilmente peggiora, fino a costringere il Rivoluzionario a dipendere da altri e dalla sedia a rotelle per qualsiasi spostamento. Se all’inizio Marie abbraccia con amore e dedizione il ruolo di moglie-infermiera, si accorge, però, che questa vita non la soddisfa e che sente di star buttando via la sua giovinezza di donna. Non c’è mai in Marie una consapevolezza protofemminista, ma piuttosto un’esigenza di soddisfazione dei propri desideri e dei propri istinti. Il trasferimento definitivo a Parigi all’epoca della Convenzione rende Marie più consapevole di un mondo molto diverso e molto più gioioso di quello che ha sempre conosciuto. Confrontandosi con le altre donne, prende coscienza della propria bellezza e dei propri bisogni. Ed è così che si innamora per una seconda volta e inizia una relazione con Saint-Just. Il rapporto tra Marie e Sain-Just è furioso e passionale, tanto quanto quello tra Marie e Couthon è tenero. Si adombra una sorta di triangolo amoroso, in cui tutte le parti coinvolte sono consapevoli di quanto sta succedendo, ma non ne parlano. Ma l’equilibrio dura poco: con l’approssimarsi del Termidoro, Saint-Just decide di porre termine alla relazione con la giovane. Gli eventi travolgono Marie e la sua famiglia: la giovane si trova vedova, sperimenta il carcere e il lutto. Su questo evento il romanzo si chiude.

Lo stile del libro è molto scorrevole, anche se talvolta la narrazione in prima persona in un romanzo così lungo diventa un po’ ripetitiva. Sicuramente, però, permette al lettore di entrare in modo immediato in contatto con le emozioni di Marie, che diventano le proprie e che possono essere talvolta anche disturbanti. Cosa significa l’amore? Cosa significa avere a che fare con la malattia e la sofferenza? Pur non essendo né una femminista né una pensatrice, Marie agisce in modo da sfidare le convenzioni comuni e proprio la fortissima identificazione che il lettore prova con la protagonista da una parte non permette di giudicarla male, dall’altra sfida le nostre convinzioni e le nostre risposte.

La lettura di Couthon, le mal-aimé non è immediata, ma se ci si lascia trasportare dal flusso narrativo si entra in una narrazione coinvolgente e che fa riflettere.

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