[La vita lesbica] Il mito del diospero e la torta di mele.

Io e la Pici facciamo la torta di mele della domenica. Di solito si fa la torta di mele con le mele avanzate dalla maturazione di frutta che cresce misteriosamente in ambulatorio (ma questa è un’altra storia). Io faccio l’impasto, P. sbuccia le mele (col pelapatate, se no non riesce).

P.: Perché abbiamo così *tante* mele? (C’era un calderone pieno)

Io: Sono le mele usate per fare maturare i diosperi.

P.: Eh?

Io: Ho detto che sono le mele usate per far maturare la cassetta di diosperi.

P.: Capisco le parole singolarmente, ma non colgo il senso della frase.

Io: Le mele. Si usano. Per far maturare. i diosperi. Se metti le mele vicino ad altra frutta, quella matura (immaginatemi mentre nel frattempo preparo la crema per l’impasto). Ma a casa tua li chiamate diosperi o cachi? (chè qui in casa sorgono spesso diatribe dialettali)

P.: AAAAHHHHH. Ho **** (censura di Pici) anni ed è la prima volta che lo sento! Da me non si usa. Comunque C. (suocera) dice i cachi, il caco. Poi diosperi è troppo mitologico.

Io: Cosa?

P.: Ma sì, quei due là i diosperi.

Io: I Dioscuri! Ma che c’entrano i Dioscuri!

P.: eh, quei due là. Chi erano? Castore e Polluce?

Io: Sì. Ma ancora non capisco il collegamento.

P.: Ma dai, la mela d’oro.

Io: Ah, il giardino delle Esperidi!

P.: Diosperi, Dioscuri, Esperidi… te l’avevo detto che era un nome mitologico!

Io: Sì, vabbè, a questo punto anche Ercole e Caco.

P.: eh, appunto! Te l’avevo detto.

Io: …….

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