[La vita lesbica] Il divertimento del gatto

Un gruppo di penne disposte alla rinfusa su un tavolo
Parte del bottino.

 

Mattinata che inizia impazzendo a cercare la Waterman per tutto lo studio (avendo la sicurezza di averla lasciata, come sempre, in mezzo al quaderno che stavo usando).
Pulcio, il nostro gatto più giovane, mi guarda con aria di sfida. Controllo ogni centimetro di pavimento, mi rimprovero per la mia proverbiale distrazione.
“Di sicuro l’ho messa da un’altra parte e non mi ricordo dove”, mi ripeto come un mantra e se potessi mi schiaffeggerei. Odio perdere gli oggetti perché sto pensando ad altro (ciòe di solito a venti cose diverse insieme).
Pulcio continua a osservarmi con una sorta di gattesco ghigno.
Per non lasciare nulla di intentato, estraggo il letto di cortesia da sotto il letto singolo (c’è un interstizio minimo tra branda e pavimento ed è protetto da uno sportello). Risultato: sotto c’è la Waterman, tre (!) penne rosse. Sono quelle con cui avevo iniziato più volte a correggere pacchi di compiti e che misteriosamente si erano volatilizzate dal tavolo, magari giusto in quei due minuti in cui mi ero alzata per andare in bagno. E insieme a loro, il correttore a nastro e un arsenale di matite impolverate.
Mi volto: vedo brillare negli occhi un divertimento felino.

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