Di libri, di amicizie e coincidenze fortunate

 

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Se non avete una G. fra le vostre amicizie, mi dispiace per voi.

Dico sul serio, non sapete cosa vi perdete.

Quelle amicizie che cominciano per puro caso, grazie a The Coordinator, (“ti presento un’amica, secondo me potreste andare d’accordo”) e che funzionano subito tipo colpo di fulmine, contro ogni evidenza. Perché magari carraterialmente siete come il giorno e la notte. O forse proprio per questo.
Che non è facile trovare una persona che si fida di te, che ti raccatta (in senso fisico e psichico) quando pensi che più in fondo di così non potresti andare, con cui puoi farti a piedi (chiacchierando delle speranze del mondo del partito di amore delle lotte di sesso di corpi) da Castro Pretorio a Trastevere e ritorno senza sentire la fatica (per raccattare le bandiere della Lista Tsipras, ci tengo a precisare).

Con cui scorrazzare a Terracina di notte parlando di letteratura, sesso, cultura, società, politica, e Marx e Gramsci e Judith Butler. Che ti regala Artaud e Gadda e Tozzi e altri milioni di Libri. Che si prende cura della Piccina, compreso trucco e parrucco nel giorno più importante della nostra vita.

Ah, che oltre ad avere un’intelligenza guizzante, ha pure una gran bella voce (se qualcuno avesse bisogno di un’interprete jazz là fuori…).

 

Tutta questa Laus Amicitiae per dire che a volte le coincidenze sono straordinarie. È che io una persona così l’avevo “regalata” a una delle mie storie. Un capitoletto nato due anni fa, per un progetto collettivo che non è mai andato in porto.  Che poi è cresciuto ed è diventato un piccolo romanzo. G. l’ha letto quasi subito e si è ritrovata fra le pagine.

Adesso Quasi una commedia  è un libro vero, che uscità a settembre per una c.e. vera. Ecco, questo libro è anche di G.

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