[Vita Lesbica] Di scena in scena (parte seconda)

una testimonianza che dimostra che infine al cimitero ci siamo arrivate.
Una testimonianza che dimostra che infine al cimitero ci siamo arrivate.

Scena 2. Quelle che volevano andare a trovare Pasolini.

Casarsa della Delizia. Esterno. Cielo che comincia a essere medio-arrabbiato.

(nota bene: in macchina usiamo Waze. È comodo, permette a me di guidare e alla Piccina di non metterci vent’anni a capire come si legga una cartina).

La Piccina: “Di là c’è il centro studi.”

Io: “Sì, ma non c’entra.”

La Piccina: “Sempre a dritto, Poci!”

Io (panico da non-so-la-strada e da aiuto-mi-sto-emozionando. Combinazione letale, alto rischio che da una scena si arrivi a una scenata.): “Non ho la più pallida idea di dove andare!”

Dopo l’ennesimo tentativo di cercare il cimitero finito in una strada senza sfondo nei campi.

Io: “Comunque questa finisce sul blog: le uniche due sceme che si perdono a Casarsa.”
La Piccina: “A me sembra tentacolare!”

Io: “…”

Seguono quindici ore di “mannaggia!”, smanettamenti sullo smartphone, accidenti ai cartelli messi male e alla palpebra calante. E comunque, viva i cipressi! I cipressi non tradiscono mai.

 

Della serie: i cimiteri sono tutti facili da trovare. Tranne quelli che si nascondono.

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