Le recensioni del Tarlo: La grande Festa

Image

Gnam, gnam. Il tarlo si ripulisce la bocca da un libro veramente delizioso, raffinato come tagliatelle al tartufo, a tratti è infatti un po’ complicato per il continuo gioco di incastri di emozioni. Più che un romanzo tradizionale, è un memoriale delle persone alle quali l’autrice ha voluto bene e che non ci sono più. È un’elegante e mai patetica riflessione sulla morte: quella della sorella Yuki prima di tutto, ma anche del compagno della maturità, Giuseppe, e della giovinezza, Alberto. Una scrittura raffinata, che trova consolazione dal lutto attraverso la poesia e la cultura, dalla mitologia classica alle popolazioni africane, conosciute nei viaggi degli anni Sessanta. Nonostante la dolcezza dei ricordi quotidiani, la scrittura vola alta, coraggiosa e mai patetica, a volte molto intricata nei propri pensieri. Non c’è una vera trama, ma piuttosto una sequenza di volti carissimi e la voce dell’amica Josepha, che col suo pragmatismo tedesco, fa da filo conduttore. Giancarlo l’ha divorato in una serata, poi è rimasto immobile. Gli ho domandato se stesse digerendo. Mi ha risposto che sta ancora cercando in cielo la stella dedicata al cantore Orfeo, una delle immagini più belle del libro.

Voto: 9/10

Dacia Maraini, La grande Festa, Rizzoli, 2011.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: