London World Pride

Ieri io e moglie abbiamo partecipato al London World Pride, con il gruppo di SEL UK.

Era moltissimo tempo (dal tempo delle ultime manifestazioni studentesche in Italia) che non partecipavo ad una manifestazione così triste e così piccola (25.000 persone per un evento LGBTQ+ mondiale, a Londra, è decisamente troppo poco). Sembrava che la maggior parte dei partecipanti fosse lì perché è un rito, ma ormai privo di significato e mancava quel clima di festa che caratterizza i pride. Temo che molte persone della community si stiano crogiolando nei diritti che già hanno, senza contare le sacche di discriminazione che ancora resistono anche in Inghilterra (nello sport, ad esempio, ma anche nella scuola, per non parlare dell’omofobia dilagante di certe comunità musulmane, l’intolleranza ancora non diffusa verso trans-, queer-gender ed in generale chi non si identifica nel binarismo maschile/femminile). E se anche in Inghilterra si può vivere discretamente (il che non significa avere già un’uguaglianza totale con i cittadini non-queer), c’è tanto da fare nel resto del mondo (non solo in paesi che possono apparire lontani, basta guardare all’Europa per vedere come la situazione LGBTQ+ sia ancora molto critica…un nome su tutti, la nostra Italia). Ho anche l’impressione che sia passato il messaggio che in tempi di crisi, non sia molto giusto protestare, perchè protestare è “fare casino”.

Di sicuro questo è il messaggio che il governo di destra inglese e l’amministrazione locale hanno fatto passare, restringendo lo spazio del pride, proibendo ogni tipo di street-party, facendo cambiare più volte a ridosso dell’evento gli orari dello stesso.

Bisogna stare attenti: è proprio in tempi di crisi che le forze conservatrici cercano di spogliare la società dei suoi diritti civili, è proprio adesso che bisogna alzare l’allerta e combattere! E a chiunque ripeta il trito argomento che “quando la situazione è nera per tutti, non è il caso di combattere per i diritti di una minoranza oppressa”, bisogna instancabilmente rispondere che i diritti civili ottenuti per qualsiasi minoranza oppressa sono una conquista per la società intera e sono una garanzia che nessuno toccherà i diritti già acquisiti.

Non possiamo permetterci di piegare la testa.

p.s. Di sicuro il gruppo italiano ha portato allegria e tanta voglia di combattere, un grande grazie agli amic* di SEL.

E se vi capita, cercatevi i video del London Gay Men’s Choir: sono fantastici.

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