Perché Organt?

C’era una volta un giovane uomo, cresciuto in un paese sperduto di provincia, che sognava di diventare `qualcuno’, che sapeva in cuor suo di dovere a se stesso e al mondo di realizzare quell’energia che aveva dentro di sé. Un uomo intelligente e acculturato, lettore di Plutarco e Cicerone, Machiavelli e Ariosto, Voltaire e Rousseau; un giovane per il quale, come tanti, la letteratura era forse un modo di fuggire da un ambiente ristretto e soffocante, da un mondo che non pareva offrire grandi possibilità.
In meno di un anno quell’uomo compose un poema epico-satirico in ottomila versi, dal titolo Organt (Antoine Organt ne é il protagonista). In chiave alla prefazione si legge

J’ai vingt ans; j’ai mal fait; je pourrai faire mieux.

L’opera é maldestra, licenziosa, eccessiva, ma piena di tutta quell’energia che ribolliva nelle venne. Il poema vide la luce, ma non incontrò i favori del pubblico e passò sotto silenzio. L’anno di pubblicazione era il 1789. Quattro più tardi quel giovane avrebbe saputo catalizzare quell’energia consumante non (solo) nella letteratura, ma nell’azione, diventando il più giovane membro del Comitato di Salute Pubblica ed uno tra i personaggi più influenti della Rivoluzione Francese. Quel giovane autore era Louis Antoine Saint-Just (1767-1794), l’`Arcangelo della Rivoluzione’ secondo alcuni, l’`Angelo del Terrore’ secondo altri.

Il titolo di questo blog, che riprende quello del mio lj nato nel lontano 2007, é un omaggio a quell’energia bruciante, a quell’incontenibile voglia di fare, di essere, di realizzarsi e di lasciare una testimonianza al mondo, che é un assoluto di certi spiriti `romantici’.  Organt vuole essere un campo di prova creativo, un laboratorio per le mie idee, un angolo per fare letterario sfogo alle mie emozioni ed ai miei sentimenti, un quaderno dove avere la libertà di condividere e di sbagliare. Organt é il mio posto dove urlare al mondo che esisto. Ed é anche un omaggio ad una figura che mi accompagna da ormai più di dieci anni e che continua a sorprendermi e ad affascinarmi in modi diversi, accompagnandomi nel mio cammino di crescita.

 

(E che mi guarda dalla libreria come un Lare romano, insieme a Robespierre. Ma questa é materia per un altro post).

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