Un giorno al comune

Il Funzionario comunale

Oggi sono felice. Sono sempre di buon umore quando, invece di stare ad ammonticchiar grigie scartoffie nel mio ufficio comunale, posso celebrare una bella cerimonia di nozze. Il comune non mi paga che un piccolo gettone in più, ma non mi interessa. Mi piace godere del volto radioso delle giovani coppie che vengono a sposarsi, curiosare nei loro vestiti, ammirare come rendano meno burocratica la sala del comune. Mi diverto a cogliere i sorrisi degli amici, a volte dolci, a volte di scherno, il piccolo granello di invidia e di incredulità negli sguardi delle suocere, la gelosia di padri (quando ci sono).
Mi sento importante a fare qualcosa che solo pochi altri possono fare, mi sento privilegiato. E poi spesso gli sposi sono gentili, mi invitano a brindare con loro, mi offrono un pezzo di torta. Dei miei matrimoni, dicono le statistiche, ne fallisce meno di quelli celebrati in chiesa. Sono speciali.

La Fiorista

Blu come il cielo che avvolgerà la prima notte di nozze, su, roselline d’Olanda, tutte al vostro posto, le corolle ben dritte. Non capita spesso di usarle, sono care e poi la gente ha scarsa fantasia, per i matrimoni preferisce solo il bianco delle rose e il rosa tremulo delle gardenie. Questo matrimonio, invece, mi riempie di soddisfazione. In mezzo al blu, trecce di giglio candido, a smorzare l’oscurità poco adatta per una festa diurna. E al centro sul tavolo che farà da altare, il mio orgoglio di composizione: quattordici roselline di sera, di sette colori, accoppiate in ordine inverso e allacciate con un nastro dorato. Sette ore ho impiegato per questa sorta di composizione astratta, un arcobaleno in una notte trapuntata di nuvole bianche, oppure un sorriso multicolore su questo tavolo di triste castagno.

La Sposa

Sono felice, felicità occhi di bimba che contempla il mare luccicante per la prima volta. Mia Amatissima Lei, vorrei raccontarti che la prima volta che il mio sguardo ha incrociato il tuo ho capito che sarebbe stato per la Vita e per l’Eternità. Invece a malapena ti avevo notato, perchè eri Bella, perchè possedevi il dono del silenzio come solo chi Sa. Il nostro Amore è cresciuto come torrente montano da una bella fonte vulcanica, a volte ci sono state estati siccitose, ma poi, sempre grato, è tornato settembre con le sue piogge ristoratrici. E adesso danza in un’eterna primavera. E’ come se vivessi nella continuità di un sogno e mai mi svegliassi. E niente riesce a trubare quest’estasi profana.
Non pensavo che due firme su un pezzo di carta potessero avere così tanto valore.

La Testimone della Sposa

Rido a golsa spiegata! Sono contenta di una gioia immensa: “Congratulazioni ragazze!”. Mi sa che oggi piangerò io più dei genitori. Non c’è niente di più grato che vedere i propri amici felici e fortunati.
“Ciao, stronza! Ma come sei bella oggi!” mi apostrofa ridendo l’altra testimone, è felice anche lei. E come potrebbe non esserlo? Ogni invidia è bandita per oggi. Arriva la gran folla degli amici e qualche parente dalle larghe vedute o semplicemente curioso.
Contemplo le fedi nella mia mano, lucciano al sole e sorridono anche loro. Un’amica in un angolo della stanza scalda con accordi storti il proprio violino.
Ma ecco incantevole avanza l’altra Sposa.

La Sposa

Amore, amore mio, amore incantevole! Sogno dei sogni, finalmnte il gran giorno che non avrei mai sperato di vedere!
Tutto sarà perfetto, come la luce di questo sole pallido, ma caldo. Amore mio, Mia, Mia Sposa e Mia compagna! Attraverso la sala, saluto le amiche e gli amici, rido e scherzo come forse non ho mai fatto.. Che bello questo calore viscerale, questa ebbrezza salvifica.
Ho voglia di ridere a gola spiegata!
Non vedo l’ora che sia stanotte, non vedo l’ora di essere sola con Te, finalmente Tua, sempre Tua, questa notte come le altre notti e comunque speciale, barocco, esaltata e ad ogni modo Nostra.
E Tu Mia. Di qui all’Eternità.

2009

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